La situazione delle fondazioni in Germania è molto simile a quella in Italia, d’altronde la storia dei nostri due paesi presenta sempre molti parallelismi, riconducibili anche al loro stretto legame nel corso dei secoli. Anche in Germania le fondazioni esistono da moltissimo tempo. La più antica risale all’800 e nel corso dei secoli gli abitanti delle città, in particolare di quelle libere dell’Impero come Francoforte, scelsero di prendere in mano le redini del proprio destino. 

Poiché le fondazioni in Germania godono di una lunga tradizione, esse furono in grado di continuare a svilupparsi fortemente anche dopo il crollo devastante del 20° secolo. Oggigiorno vengono create circa 600 fondazioni all’anno. Con circa 24.000 fondazioni la Germania è in cima alla classifica ed è, assieme all’Italia, il paese più forte in Europa in questo ambito.

Solo a Francoforte ci sono 640 fondazioni per circa 700.000 abitanti. La Polytechnische è la seconda maggiore fondazione in città e la quindicesima in Germania. 

Siamo una delle fondazioni più giovani, perché siamo stati creati soltanto 13 anni fa.

La nostra storia tuttavia è decisamente più antica e risale al 1816, quando i cittadini di Francoforte, al termine della guerra di liberazione contro Napoleone, decisero di unire le loro forze per far avanzare la Germania grazie alla scienza, alla tecnica, all’istruzione, alla cultura e alla libertà d’impresa. Pensarono in particolare al progresso intellettuale per mezzo dell’educazione e dell’istruzione, nel pieno spirito dell’Illuminismo. 

“Polytechnisch”, in italiano “politecnico”, significa incoraggiare diverse capacità, promuovere il legame fra testa e mano, nonché l’idea che i cittadini debbano essere utili alla società. Ecco l’origine dei due concetti: educazione e responsabilità.

La Polytechnische Gesellschaft, ovvero la nostra società madre, vanta attualmente 340 membri della società cittadina. Dalla sua creazione ad oggi ha contribuito ad avviare una cinquantina di istituti, istituzioni, musei e scuole, tra cui anche la Cassa di Risparmio di Francoforte nel 1822. Per volere dei membri, quest’ultima è stata venduta nel 2005 alla Hessische Landesbank e con il ricavato è stata fondata nello stesso anno la Stiftung Polytechnische Gesellschaft in qualità di maggiore istituzione della Polytechnische Gesellschaft.

Siamo soprattutto una fondazione operativa, il che significa che il nostro obiettivo è quello di realizzare cose importanti a Francoforte sulla base di analisi indipendenti e con idee proprie, in particolare laddove Stato e amministrazione pubblica non riescono ad arrivare.

Il nostro ambito di azione deriva dall’Illuminismo: ovvero incoraggiare i legami familiari, promuovere le capacità linguistiche e la padronanza della lingua, avvicinare la scienza alla tecnica, educare culturalmente, nonché promuovere la competenza civica, cioè della società civile.

Negli ultimi 13 anni abbiamo versato circa sei milioni di euro all’anno per vari progetti, con un patrimonio complessivo che ammonta ormai a 430 milioni di euro. Questi fondi vengono impiegati per creare una “biografia di sostegno”, che offre interessanti progetti di sostegno per quasi ogni fascia di età, dalla nascita fino all’età avanzata.

Abbiamo messo al centro l’educazione, la responsabilità e la città di Francoforte, nella seconda fascia i cinque principali campi di attività della fondazione e nella fascia esterna i 18 progetti che gestiamo prevalentemente in maniera autonoma.

Arriviamo così alla seconda parte della mia presentazione, ovvero alla descrizione di cinque progetti selezionati, che mi è stato chiesto di illustrare in questa sede.

Comincerò con tre progetti correlati che si focalizzano sull’educazione familiare.

Perché abbiamo scelto il campo dell’educazione familiare? 

Abbiamo scoperto che nei quartieri “problematici” di Francoforte un numero compreso tra il 20 e il 30% dei bambini in età d’asilo non era in grado di frequentare la scuola materna, perché non disponeva ancora delle capacità necessarie.

Abbiamo inoltre appreso che, secondo studi scientifici, il 60% del successo scolastico dei bambini dipende dalle famiglie o dai genitori, indipendentemente dal livello qualitativo dell’istruzione offerta dallo Stato. L’influenza della famiglia è fondamentale! Ne abbiamo quindi concluso che fosse sensato sostenere soprattutto le famiglie con maggiori difficoltà. È stata una scelta strategica.

Negli ultimi anni abbiamo così sviluppato tre progetti correlati che si occupano dell’educazione familiare, acquisendo esperienza pratica.

Cominciamo già alla nascita del bambino in ospedale con il progetto “Babylotse” (consulenti per la prima infanzia). In tutti gli otto reparti di maternità di Francoforte, dove ogni anno nascono 13.000 bambini, sono ora presenti questi consulenti. Si tratta di professionisti con una formazione socioeducativa, che hanno il loro ufficio proprio accanto alla sala parto. Basandosi sull’anamnesi delle pazienti e anche su indicazione delle infermiere, questi “Babylotse” offrono una consulenza alle giovani madri, che per esperienza sono molto disponibili a parlare nei giorni seguenti al parto. I consulenti si rivolgono in particolare a madri che danno l’impressione di aver bisogno di aiuto, o perché si trovano in una situazione difficile o anche perché sono molto insicure. I consulenti le informano in merito alle offerte per l’educazione familiare del loro quartiere. Ciò è necessario, in quanto queste madri spesso non sanno come ottenere aiuto, sebbene queste offerte di sostegno vengano create proprio per loro.

Qual è il risultato del progetto? Al momento possiamo dire che il progetto “Babylotse” è stato accolto molto bene. La nostra esperienza mostra che circa il 25% delle madri che partoriscono in ospedale ha bisogno di una consulenza e una buona parte di esse accetta la consulenza offerta. 

Al fine di fornire non soltanto consigli nel periodo successivo alla nascita, bensì di aiutare subito le giovani famiglie in difficoltà, la fondazione ha sviluppato in collaborazione con quattro grandi istituti di educazione familiare di Francoforte un proprio progetto: “die Willkommenstage in der frühen Elternzeit” (le giornate di benvenuto per i neogenitori). Si tratta di un progetto rivolto a famiglie con grosse difficoltà e che hanno appena avuto un bambino. Perché come diciamo in Germania “è importante cominciare fin da subito”. L’obiettivo è quello di connettere queste famiglie a uno dei quattro grandi istituti di educazione familiare di Francoforte per la durata di un anno.

Il progetto si basa su tre pilastri: il primo è quello delle assistenti familiari, che si recano presso le famiglie in difficoltà per stabilire un primo contatto. Il secondo è quello degli eventi presso gli istituti di educazione familiare, durante i quali si spiega alle madri come possono sviluppare un buon legame con i loro figli. Infine, ci sono i cosiddetti “caffè delle mamme”, ovvero incontri con dieci/dodici famiglie (quindi 40-50 persone) che si riuniscono in piccoli gruppi, per conoscersi e aiutarsi a vicenda.

Questo progetto riesce a raggiungere famiglie, che sono normalmente difficili da raggiungere. Ci sono madri giovanissime di 16 anni, ci sono giovani famiglie straniere con situazioni sociali precarie, ci sono madri single.

Questo progetto, che è sicuramente quello per noi più difficile, ha però riscosso un successo sorprendente: solo il 5% delle famiglie che seguiamo (parliamo di un totale di 700 persone) ha abbondato il progetto. Il tasso di abbandono si aggira normalmente attorno al 55% nel caso di queste famiglie. 320 persone hanno preso parte a un incontro degli ex partecipanti tenutosi a Francoforte (è stata per noi una fonte di grande motivazione vedere che nella maggior parte dei casi siamo riusciti ad aiutare queste famiglie in un punto decisivo della loro vita, permettendo loro di superare le difficoltà). Secondo una valutazione scientifica, il Return-on-Investment equivale in questo caso a 1 a 16.

Avendo fatto ottime esperienze con l’educazione familiare, abbiamo deciso di occuparci di un altro grande progetto in un momento successivo della vita educativa, ovvero il passaggio dalla scuola elementare a quella secondaria. In Germania questo passaggio avviene tra la 4° e la 5°. Quindi, quando i bambini hanno dieci viene deciso quale tipo di scuola frequenteranno. È una tappa estremamente importante!

A Francoforte abbiamo una percentuale di stranieri che raggiunge il 50% tra i bambini in età scolastica e il 75% tra i neonati. Molte famiglie straniere non conoscono bene il sistema scolastico tedesco. Spesso pensano che la scuola equivalga allo Stato e che quindi sia meglio restarne fuori. Dovrebbe essere tuttavia l’esatto opposto: infatti, in Germania anche i genitori vengono incoraggiati a partecipare attivamente alla vita scolastica. Succede quindi che, in un momento importante come quello del passaggio dalla scuola elementare a quella secondaria, perdiamo alcuni talenti.

Pertanto, per organizzare al meglio il passaggio dei bambini in questa fase strategica, abbiamo creato una borsa di studio per le famiglie: la borsa di studio Diesterweg per figli e genitori. Anche in questo caso abbiamo ritenuto importante che il successo scolastico dei bambini dipendesse prevalentemente dalle famiglie.

Come funziona il progetto?  Le maestre elementari ci segnalano i bambini e i genitori adatti. I criteri: i bambini devono dimostrare un certo potenziale, ma non è necessario che parlino perfettamente la lingua tedesca. I genitori devono essere interessati alla carriera scolastica dei figli, ma possono anche saperne poco.

Le famiglie vengono invitate presso la fondazione e possono poi essere inserite nel programma. L’accettazione avviene nell’ambito di una cerimonia solenne, spesso alla presenza di personaggi importanti della città o anche della regione.

Che cosa offre la borsa di studio? Offre giornate accademiche dedicate a diverse tematiche, come ad esempio scienze naturali e tecnica, storia, democrazia. Offre inoltre corsi di tedesco ed escursioni nei dintorni di Francoforte, perché molte famiglie conoscono davvero poco la città e i suoi dintorni.

La borsa di studio Diesterweg è ormai strettamente collegata a una rete di numerosi istituti d’insegnamento a Francoforte.

Qual è stata la nostra esperienza? Con questo progetto abbiamo finora sostenuto circa 750 persone a Francoforte. Attualmente nessuna famiglia ha lasciato questo programma biennale. Abbiamo registrato dei successi nella fase di passaggio dalla scuola elementare a quella secondaria. Le conoscenze della lingua tedesca sono notevolmente migliorate. I genitori sono molto più attivi nella comunità scolastica e si occupano dell’istruzione dei loro figli. Hanno trovato il loro posto in Germania.

Vi è una stretta collaborazione con le scuole. Gli istituti cittadini si interessano fortemente alle nostre famiglie, perché in questo modo riescono a raggiungerle. 

Il progetto suscita ormai grande interesse anche al di fuori di Francoforte, come potete vedere sulla prossima slide. Attualmente il progetto è attivo in ben dieci città tedesche, perlopiù in collaborazione con fondazioni, cosicché al momento abbiamo in Germania un totale di circa 2.300 borsisti.

Per finire, diamo un’ultima occhiata alla catena dei progetti dedicati all’educazione familiare, come li abbiamo costruiti finora. Vedete i tre progetti correlati. 

Una delle nostre principali aree d’azione è la promozione della lingua tedesca, l’educazione linguistica. Come ho detto in precedenza, Francoforte ha un’altissima percentuale di stranieri, il che naturalmente influenza anche la padronanza del tedesco. Si stima che un bambino di famiglia tedesca, che cresce con il tedesco, a sei anni, quando comincia la scuola elementare, abbia un vocabolario in tedesco tra le 3.000 e le 6.000 parole. La situazione è molto diversa nel caso di bambini stranieri, che nei primi anni crescono con un’altra lingua e sentono soltanto sporadicamente il tedesco, per esempio perché a quattro o cinque anni vanno all’asilo. Gli studi in materia di istruzione dimostrano che il 30%-35% dei bambini di origine straniera a Francoforte non dispone di un vocabolario sufficiente quando inizia ad andare a scuola. Questa cifra sale al 55% se a casa non si parla mai tedesco. Bisogna quindi fare qualcosa!

La fondazione ha dunque deciso di creare un progetto per lo sviluppo linguistico a sostegno delle scuole, la “Deutschsommer” (un’estate di tedesco). L’idea alla base del progetto è quella di sfruttare le lunghe vacanze estive in Germania, ovvero sei settimane, per offrire un ulteriore sostegno ai bambini che parlano particolarmente male il tedesco.

La “Deutschsommer” è una forma di “vacanza che ti rende furbo”. Durante le prime tre settimane di ferie, prendiamo fino a 200 bambini di Francoforte e li portiamo in ostelli della gioventù nei dintorni della città, affinché siano circondati dalla natura. Offriamo loro una combinazione di lezioni di tedesco e di teatro. Fanno quindi parte del nostro team insegnanti di tedesco e pedagogisti teatrali. Il pomeriggio è dedicato a un ricco programma per il tempo libero, durante il quale si può leggere, partecipare ad attività e giocare. Al di là della lingua, i bambini imparano ad inserirsi in una comunità, a muoversi nella natura e a sviluppare ulteriormente la loro personalità. 

Sulla prossima slide potete vedere alcuni dei ragazzi francofortesi, che hanno partecipato con grande entusiasmo alla “Deutschsommer”.

Su questa slide vedete i numeri: quest’anno abbiamo avuto 194 bambini da 49 paesi, 28 quartieri e 46 scuole di Francoforte. Il team pedagogico era composto da 51 insegnanti, garantendo così un buon rapporto numerico tra educatori e bambini.

Qui di nuovo alcuni momenti della “Deutschsommer”, che naturalmente non è solo un programma di apprendimento, ma anche un programma di gioco e svago. In questo modo, i bambini non hanno l’impressione di venire puniti, bensì di essere borsisti. Partecipare alla “Deutschsommer” è diventata ormai tanto un’onorificenza quanto una borsa di studio.

Quali sono i risultati? Qua potete vedere i bambini che sono passati da gruppi con prestazioni negative a gruppi con prestazioni positive, suddivisi per categoria grammaticale. La verifica avviene per mezzo di un test linguistico. Quest’anno siamo davvero lieti di aver raggiunto alte quote di conversione nelle categorie inerenti al vocabolario, alla costruzione della frase e alla coniugazione dei verbi. 

Ci aggiriamo perlopiù tra il 20% e il 30%. Ciò significa che per ogni categoria tra il 20% e il 30% dei bambini passa da un gruppo con scarse prestazioni a un gruppo con buone prestazioni. Un numero elevato considerando che è un corso di tre settimane.

Qui potete vedere un confronto dei risultati di diversi anni.

Anche i genitori vengono coinvolti, ad esempio tramite esercizi grammaticali, che assegniamo per il weekend e che i genitori devono svolgere assieme ai loro figli. I genitori partecipano, inoltre, allo spettacolo teatrale di fine corso. Sono molto orgogliosi del fatto che i loro figli recitino in uno spettacolo di propria creazione in lingua tedesca. E i bambini vedono che possono esprimersi con successo in tedesco anche sul palcoscenico davanti ad altre persone. 

La “Deutschsommer” si è nel frattempo ampliata e adesso non viene organizzata solo a Francoforte, bensì in altre dieci città tedesche.

Il luogo di origine rimane tuttavia Francoforte e qui potete vedere quanti bambini si riuniscono, quando torniamo in città alla fine della “Deutschsommer”.

Quale sono nostri progetti dedicati alla promozione dell’impegno civico?

Cominciamo con alcune informazioni sulla situazione della società civile a Francoforte: in città l’impegno civico è chiaramente visibile. Vantiamo 1.200 associazioni, 640 fondazioni e tante iniziative dei cittadini. Siamo riusciti ad esempio a far fronte all’ondata migratoria del 2015-2016, che ha visto arrivare circa 7.000 rifugiati nella sola Francoforte, soprattutto grazie alla collaborazione di fondazioni e associazioni. Ha funzionato. Le 1.200 associazioni cittadine contano all‘incirca 350.000 membri, che equivale alla metà degli abitanti di Francoforte. D’altronde si dice: “due tedeschi, un’associazione”.

La società civile si trova tuttavia a dover affrontare grandi sfide, che suppongo siano le stesse che avete anche voi: in primo luogo l’aumento delle norme giuridiche (ad es. la protezione dei dati personali!), poi le nuove tecnologie della comunicazione che bisogna saper usare e, infine, la tendenza soprattutto dei giovani (ma non solo!) a fare volontariato per sommi capi, invece che a lungo termine.

La nostra fondazione ha reagito a questa situazione del volontariato con tre progetti:

Il primo è dedicato ai giovani, gli “Stadtteilbotschafter” (ambasciatori del quartiere), a cui diamo la possibilità di sviluppare il proprio progetto o la propria idea a Francoforte.

Il secondo è un progetto per persone più anziane, gli “Stadtteil-Historiker” (storici del quartiere). Offriamo ai cittadini che nutrono un grande interesse per la storia locale la possibilità di dedicarsi a un tema storico di loro scelta nell’ambito di una borsa di studio della durata di un anno e mezzo. È il programma più facile ed economico tra tutti i progetti del nostro portfolio.

Il terzo è la “Bürgerakademie” (l’Accademia dei cittadini). L’idea alla base è quella che tutte le grandi organizzazioni umanitarie di Francoforte, la Croce Rossa, le organizzazioni umanitarie del movimento operaio e le organizzazioni religiose (in futuro tra l’altro anche le Camere) affrontano sfide strategiche simili, ma non dispongono di un forum per incontrarsi regolarmente. Non conoscono quindi le rispettive forze e i rispettivi successi nel campo del volontariato e, pertanto, non possono imparare l’una dall’altra.  Per rafforzare lo scambio sistematico di informazioni e il riconoscimento comune di sfide strategiche per la società civile, nel 2009 è stata fondata la “Bürgerakademie”.

Nell’ambito di questo programma, ciascuna delle 24 organizzazioni della società civile di Francoforte che partecipano al progetto può nominare una persona, che si è particolarmente distinta per il suo impegno nel campo del volontariato. Il candidato viene poi scelto di comune accordo da tutte le organizzazioni.

Che cosa offre la “Bürgerakademie”? Posso riassumere la risposta con tre parole chiave: formazione, riconoscimento e contatti. Il programma offre training psicologici, corsi di retorica, metodi per risolvere problemi organizzativi, nonché officine delle idee, con le quali i membri dell’accademia possono sviluppare le loro idee. Inoltre, vengono organizzate anche conferenze con relatori importanti.

Quali sono i risultati? Le organizzazioni ci comunicano che i membri della “Bürgerakademie” forniscono loro impulsi importanti e persino metodi, rendendosi così molto utili. L’accademia è, inoltre, uno strumento che le organizzazioni possono utilizzare per formare assieme una futura generazione di leader.